La fisica dei gas
La temperatura critica è quella sopra la quale un gas non può esistere allo stato liquido. Un gas si liquefa quindi comprimendolo a una temperatura inferiore alla critica, oppure raffreddandolo sotto la sua temperatura di ebollizione; non lasciandolo espandere. Il punto di ebollizione di un gas liquefatto, a pressione atmosferica, è la temperatura alla quale il liquido inizia a trasformarsi tumultuosamente in aeriforme.
Per trasportare quantità economicamente convenienti, i gas si comprimono o si liquefanno aumentando la pressione e abbassando la temperatura; alcuni, per sicurezza, si sciolgono in altri liquidi. All'aumentare della temperatura sia i gas sia i gas liquefatti aumentano la pressione sulle pareti: se un recipiente è esposto al calore il gas può uscire dalle valvole di sicurezza, se presenti, oppure le pareti possono cedere. Un serbatoio con spessore molto ridotto dalla corrosione rischia di esplodere.
Che cosa rientra nella classe 2
Sono di classe 2 le materie completamente gassose a 20°C e alla pressione standard di 101,3 kPa, oltre a gas disciolti sotto pressione, gas parzialmente liquidi per la bassa temperatura e macchine frigorifere con gas non infiammabili e non tossici. Il fluoruro di idrogeno non è un esempio di gas completamente gassoso in condizioni standard.
Il codice di classificazione
Il codice combina una cifra e una o più lettere. Le cifre indicano lo stato: ad esempio 1 = gas compresso, 3 = gas liquefatto refrigerato, 5 = aerosol, 9 = gas adsorbito. Le lettere indicano il pericolo:
- A = asfissiante: riduce l'ossigeno nell'aria respirata. Il codice 1A indica un gas compresso asfissiante. Anche l'ammoniaca in soluzione acquosa al 40% sotto pressione è considerata asfissiante.
- O = comburente (ossidante). L'ossigeno liquido refrigerato è 2, 3 O.
- F = infiammabile: un gas è tale se a 20°C e pressione standard si infiamma in miscela con aria uguale o inferiore al 13% in volume.